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Bagnoli, ragazzi disabili al lavoro

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Giorgia e Denis hanno 16 e 29 anni, soffrono di disabilità intellettiva e ogni lunedì cucinano e servono ai tavoli del circolo culturale “Filo d’olio” in via Giusso

Lavorano. Per la prima volta lavorano, in un ristorante e con una retribuzione normale, con un orario regolare e la possibilità di sedersi a fine giornata a fare due chiacchiere. Giorgia e Denis, cuoca e cameriere, sono due ragazzi di 16 e 29 anni con disabilità intellettiva e ogni lunedì cucinano e servono  ai tavoli del  circolo culturale “Filo d’olio” di Bagnoli (via Giusso 17) insieme a ragazzi normotipici grazie al progetto “Specialità” dell’associazione “Mah onlus”.

Il progetto punta all’integrazione sociale e all’occupazione di ragazzi disabili e normotipici, e per ora coinvolge in tutto 16 giovani oltre a tutor di formazione e volontari che lavoreranno nel locale a rotazione. “Mi piace cucinare, mi diverto” dice Giorgia che frequenta l’istituto alberghiero e per la prima cena – lunedì sera – ha preparato involtini di prugne e bacon aromatizzati al rosmarino, sformatino di riso e zucca alla maggiorana con provola, ragù alla barocca con cioccolato aromatizzato alla cannella e chiodi di garofano, spumoso di mascarpone con ribes. “Sono emozionato, spero diventi un lavoro” aggiunge Denis, che ha finito la scuola già da un po’. In sala anche i genitori, “orgogliosissimi”. Anna, la madre di Denis, non riesce a parlare per l’emozione: “Gli abbiamo dedicato una vita, spero che si diverta e che possa trovare finalmente un lavoro”. Roberta segue con lo sguardo la figlia Giorgia chè fa capolino dalla cucina: “Sei riuscita a farmi mangiare la zucca, era ottima”.

I tutor fanno da ombra ai ragazzi in sala. “Gli diamo un sostegno morale” spiegano. “Vogliamo estendere l’iniziativa ad altri ristoranti cittadini” spiega Roberta Pennarola, presidente della onlus, che lancia un appello ai ristoratori: “Basterebbe mettere a disposizione dell’associazione i locali nel giorno di chiusura per promuovere integrazione sociale e occupazione”. Il progetto infatti si autofinanzia: con una cena completa di 20 euro i clienti consentono all’associazione di pagare spese e personale.

“I ragazzi cominciano a lavorare dopo un periodo di formazione – precisa Roberto Marcone, psicologo e socio dell’associazione – Per tre lunedì consecutivi lavoreranno due ragazzi disabili e due ragazzi normotipici, poi ci sarà la rotazione”. E’ “un’esperienza vera

– aggiuge la scrittrice Valeria Parrella, vicepresidente dell’associazione – Non è ghettizzante. I ragazzi si mettono in gioco, fanno un’esperienza di normalità. L’obiettivo ultimo della onlus è avviare un bed & breakfast al centro storico, per coinvolgere normotipici e disabili in più mansioni e per più ore al giorno. Per questo però occorre l’aiuto delle istituzioni alle quali, però, chiediamo da tempo una sede per l’associazione”.